AGITARSI PRIMA DELL’USO - Eugenio Finardi
“Questa pagina è puro esercizio di. Credo che servirà più a me che a quanti si possano mai trovare in condizione di sbatterci contro”. Amen.
Parole. Parole e musica. Guardando nel coacervo delle mie “cose” mi sorprendo nello scoprire (o meglio, ricordare) cose che non si rispecchiano nel guscio di metafore isolazioniste che mi sono creato. Che non esprimono il concetto assoluto e perfetto che inseguo. Qualcuno, ho letto su qualche bel tomo, si sforza di chiamarlo “canale universale” . Forse è solo apertura mentale mischiata con intelligenza ( lasciatemi l’ultimo bastione delle illusioni terrene) e spruzzata di curiosità. Forse è solo che sono stato più giovane e meno indurito dalla vita anch’io. Forse.
Oppure è il sacrosanto diritto del singolo di affermare la propria individualità e di percorrere un itinerario fuori dal gregge servendosi dell’infinità varietà di oggetti, di stili, di colori. E, vengo all’argomento in questione, musica. Certo.
Che ognuno adatta e assorbe a proprio piacimento. Una fiumana colorata e pulsante. La possibilità, nei limiti della decenza e della demenza (senile), di esplorare le capanne del villaggio globale, rimanendo attaccato alla cassaforte delle proprie convinzioni.
Parole come nebbia di fumogeni semantici? Già, tutto per dirvi che anch’io ascoltavo (e di tanto in tanto ascolto) in un periodo significativo della mia vita quest’ autore, e, soprattutto, parole d’amore. Quel sentimento torbido e malsano che avvolge anche uomini soli che a quest’ora vanno in giro a cercare. Puttane.
Ma a noi non sembra il caso di criminalizzare qualcuno (sergentehartman nda) solo per una cosa del genere. “Parlavo dell’amore, non delle puttane”. A scanso di equivoci.
L’album, a detta dello stesso Finardi, è “una raccolta di sogni”: undici suoi vecchi celebri brani suonati e prodotti come avrebbe sempre voluto fare, seguendo il mutato gusto, più l’interpretazione di “Una notte in Italia”, di Ivano Fossati.
“La forza dell’amore”, probabilmente la migliore raccolta del cantautore suddetto, contiene cose che potrebbero soddisfare molti gusti: c’è il rock dei suoi esordi in “Extraterrestre” (gli arrangiamenti sono di Demo Morselli, tra gli altri), “Musica ribelle” e famosissima, breve e fischiettabile “La radio”.
Potrete trovare la voce eterea e soave di Rossana Casale per i controcanti di “Le ragazze di Osaka” e “Dolce Italia”, e lo sconosciuto, all’epoca dei fatti,Luciano Ligabue per “Soweto” .Detto per i più giovani Soweto è uno dei luoghi simboli della lotta all’apartheid (una pagina nera della storia dell’umanità) ed è una bidonville (township) di Johannesburg, in Sudafrica.
Passando ad una fase analitica (e che io trovo sempre estremamente noiosa) si può dire che le canzoni sono esattamente dodici:
L’EXTRATERRESTRE. La ricerca della fuga dalla realtà grigiolina o meno nella quale ognuno pensa di dibattersi nella ricerca di chissà quale elevazione, per poi pentirsi e scoprire che certe scelte sono irreversibili. Si stava meglio quando si stava peggio. E i treni arrivavano in orario. In estrema sintesi.
LA FORZA DELL’AMORE. La mitizzazione dei propri ricordi giovanili e del primo amore. Che non si scorda mai. Alzheimer permettendo. E a Dio piacendo.
LE RAGAZZE DI OSAKA. Ricordi, usi e costumi del Sol Levante.
LA MUSICA RIBELLE. Ovvero la rappresentazione, secondo la visione dell’autore, di quanto la musica dovrebbe dare in termini di energia e relativa capacità fattuale. Ovviamente sogni e bisogni compresi.
AMORE DIVERSO e PATRIZIA. Rispecchiano abbastanza la metrica e gli stilemi delle classiche canzoni d’amore.
OGGI HO IMPARATO A VOLARE. Oggi ho realizzato un mio sogno.
SOWETO. Abbiamo già dato.
DOLCE ITALIA e UNA NOTTE IN ITALIA, un americano (Finardi è nato a Boston) che canta il suo amore per l’Italia. Sotto il cielo d’Italia. Mentre dietro la luna si nascondono i rumeni che rubano nelle ville. Tu non li vedi, ma ci sono.
NON E’ NEL CUORE.Si risponde alla domanda “Dov’è l’amore?” (nel senso qual’è la sua vera metafisica forma). Che non è nel pericardio, in quella quella piccola pompa, movimento fluido, tenuta idrodinamica perfetta. Niente. E’ riconoscersi dall’odore.
LA RADIO. Meglio della tivu. Ti fa pure pensare, pensa te.
Non so se sono stato abbastanza chiaro, ma a me piace. Pure Pamela Anderson sarebbe da rivalutare.
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che stile!
giadatea - Maggio 6, 2008 at 4:56 pm
ahhahahah!
giadatea - Maggio 6, 2008 at 7:29 pm